Suggerimenti su come Guadagnare con Adsense, Introduzione al Marketing ed al Web Marketing, evoluzione dell'impiego di internet nell'impresa, questi i temi trattati nel Blog, insieme ad iniziative solidali alternative alla grande distribuzione
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Strumenti di attuazione di un piano vendita online. Il piano di marketing online.

Per poter promuovere e per sviluppare un sito bene e’ necessario risolvere questioni strategiche importanti:

- Quale obiettivo ci si pone? 
- Quale segmento/nicchia si vuole raggiungere? 
- In quale mercato? 
- Quali elementi differenziano il nostro prodotto da quello dei concorrenti? 
- Cosa fanno i nostri concorrenti? 
- Quali sono i nostri punti di debolezza? E quelli di forza?


E’ rispondendo a queste domande che si deve partire per sviluppare un’operazione di commercio elettronico efficace che abbia concrete possibilità di successo. Le scelte strategiche e quelle di sviluppo del sito sono tra loro correlate, nel senso che le scelte di sviluppo (che tipo di sito, con quali caratteristiche, con che struttura etc.) discendono da quelle strategiche. Se prima non si affrontano le decisioni di tipo strategico le scelte di sviluppo saranno confuse, e, di conseguenza, anche gli sforzi promozionali e di marketing saranno inefficaci perché non si saprà dove indirizzarli. Se le scelte strategiche e quelle di sviluppo sono invece prese coerentemente tra loro, promuovere il sito sarà più semplice e certamente più efficace7.
Il piano di Marketing online è la fase iniziale più importante di qualunque progetto web e/o di un'attività di commercio elettronico su internet. E' per molti aspetti simile al piano di Marketing tradizionale, unica differenza è il mercato di riferimento. Esso prevede una serie di strategie:
- Analisi dei concorrenti: analisi dello scenario competitivo, analisi di mercato, della concorrenza - Definizione del target: la scelta del target a cui rivolgere l'attenzione di marketing via web
- Definizione degli obiettivi: sono i risultati che si desidera raggiungere - Definizione del piano di azione: cosa sarà fatto, quando sarà fatto, con quale strumento e quanto costerà - Controllo: indica le modalità d monitoraggio delle attività8.
L'analisi della concorrenza (benchmarking competitivo) su internet è una fase fondamentale in un progetto di web marketing. Essa fornisce indicazioni precise circa punti di forza e debolezza del progetto web in relazione ai competitors presenti nel mercato virtuale e ai processi funzionali del sito stesso. Attraverso le analisi di benchmarking competitivo, o strategico, si possono evidenziare i punti di forza di siti simili o identici al proprio. In particolare, l'analisi di benchmarking di un sito può:
- evidenziare punti deboli e critici al fine di correggerli ed aumentare il tasso di conversione degli utenti (es: sito di e-commerce, portali tematici) - evidenziare le aree tematiche, per siti multitema (es: portali geografici, portali informativi, siti di commercio elettronico) in cui vi è un'evidente carenza di visibilità nei motori di ricerca
- identificare i concorrenti più visibili su internet ed analizzarne i loro punti di forza.

L'analisi della concorrenza è fondamentale per molti aspetti, due su tutti: - permette di conoscere i reali competitors del mercato - permette di prendere decisioni in merito alle modifiche da apportare al sito per migliorarne le prestazioni in termini di ranking (visibilità nei motori di ricerca) e nelle modalità operative dell'utente semplificando o diminuendo le azioni che questi eseguirà per raggiungere determinati obiettivi (es: un acquisto, l'iscrizione ad una newsletter). Inoltre la scelta degli obiettivi e’ di gran lunga la decisione più importante nello sviluppo di un’operazione di commercio elettronico. E’ un’attività essenziale che dev’essere svolta prima ancora di porre mano al disegno del sito ed allo sviluppo di tutta l'operazione di commercio elettronico (sicurezza, sistemi di pagamento, promozione, pubblicità etc.).



Web Marketing & Marketing Territoriale

Vorrei presentare oggi una tesi di Laurea ( fonte [10] ) sull'argomento, un sentito ringraziamento a Mariastella Rinaldi
Per Guadagnare con Adsense il Web-Marketing è sicuramente un aspetto fondamentale da tenere in conto per la diffusione del proprio sito web o blog.  In questa serie di articoli verra sviluppato in maniera approfondita l'argomento.


Il Web marketing è la branca delle attività di marketing dell’azienda che sfrutta il canale online per studiare il mercato e sviluppare i rapporti commerciali (promozione/pubblicità, distribuzione, vendita, assistenza alla clientela, etc ) tramite il Web. Esso è finalizzato all’individuazione del corretto posizionamento di un prodotto/servizio rispetto al consumatore nell’ambito concorrenziale del mercato, utilizzando solo la Rete Internet.
Implementare una campagna di Web Marketing vuol dire valutare e utilizzare al meglio le peculiarità della rete Internet, e cioè: - l'iterazione, cioè una comunicazione istantanea, flessibile e reticolare - la personalizzazione, che consiste nel rapporto diretto col cliente
- la misurabilità delle interazioni attraverso file di log, impression, conversion rate. Possiamo dire, quindi, che il web marketing si affianca alle strategie di promozione/vendita tradizionali e alle analisi di mercato offline, permettendo di avviare una relazione con il pubblico di questo canale.
Negli anni Novanta era il webmaster del sito web ad occuparsi direttamente del web marketing oppure, nei siti più grandi, una persona specializzata. Negli ultimi anni invece si è assistito alla nascita e all’affermazione di agenzie di consulenza specializzate, denominate "agenzie per l'ottimizzazione sui motori di ricerca" (SEO agencies) .



Solitamente le attività di web marketing si traducono in primis con la pubblicazione di un progetto, poi nella realizzazione di un sito internet e la sua promozione, in questo modo l'azienda presidia il canale web attirando visitatori interessati ai prodotti/servizi in assortimento.
La strategia è: "Ottenere massima visibilità". Coerentemente, la tattica principale è portare il proprio sito web ai primi posti nelle pagine dei risultati di un motore di ricerca, allo scopo di renderlo più visibile di quelli dei concorrenti e quindi, preferibile.
Le attività che oggi caratterizzano il web marketing sono: 
- Ottimizzazione
- Posizionamento 
- Marketing dei motori di ricerca
- Campagna Banner 
- Affiliation Program

L'ottimizzazione consiste nello svolgere attività indirizzate ad aumentare la visibilità del sito web, attraverso il supporto delle già prima citate SEO Agencies. Il posizionamento viene inteso come l'acquisizione della visibilità dei motori di ricerca, in modo da comparire nei risultati in una posizione il più possibile favorevole e rilevante.
Il posizionamento può essere di due tipi: posizionamento naturale (organic placement), che si ottiene mediante azioni di ottimizzazione del sito, e link sponsorizzati (noti anche col termine "pay per click" o "sponsored links"), che sono inserzioni a pagamento dove l'inserzionista acquista le parole a seconda della posizione in cui comparire, crea il messaggio da abbinare (testo del link) e seleziona una pagina di destinazione (landing page).
Il Marketing dei motori di ricerca è un' attività più complessa che abbraccia anche l'attività SEO e viene appunto indicata con l'acronimo SEM: Search Engine Marketing. La sua finalità è quella di rivolgersi ad un target che esplica direttamente i propri bisogni attraverso un' interrogazione diretta al motore di ricerca. Tra i principali obiettivi del SEM si può enunciare il Benchmarking4 online e l' Online branding5.
La campagna banner detta anche Display Advertising utilizza spazi a pagamento all'interno di un contenuto di interesse dell'utente in cui promuovere un prodotto/servizio. C'è da dire però che non sempre le campagne Display sono efficaci: un modo per cercare di aumentarne l'efficacia consiste nel fare una buona pianificazione degli spazi in modo da intercettare il target.
L' affilation program o programma di affiliazione consiste in un accordo stretto tra un affiliante (titolare di sito e-commerce o offerta di servizi) e un affiliato (proprietario di sito web o curatore di newsletter). L’accordo consiste nel far rivendere all’affiliato tramite il proprio sito i prodotti/servizi dell’affiliante, guadagnando una commissione per i risultati raggiunti, stabiliti a priore in base a traffico generato, vendita di prodotti/servizi, iscrizione a newsletter.
Rientra tra le competenze del web marketing ogni azione di pianificazione che abbia come finalità il ritorno sull'investimento di un progetto online. L’azione si sviluppa attraverso l’ideazione di un progetto, il coordinamento della sua realizzazione, l'analisi dei risultati, la gestione di ciò che segue la messa in opera, la sua promozione e la gestione della reazione del pubblico (feedback). Ogni progetto (con obiettivi) pensato per la rete deve essere coordinato da un piano di web marketing. Spesso si confonde il web marketing con la semplice promozione online o pubblicità di un sito sul web. In realtà così come la pubblicità tradizionale è uno strumento gestito dal piano di marketing, la campagna promozionale tramite banner e link pay per click è organizzata e gestita all’interno del piano di web marketing.

Modalità di realizzazione di un Portale per il Web Marketing

Considerata la grande varietà di temi, pubblici e risorse che rientra nell'universo- portali non stupisce che altrettanto varie siano le realizzazioni di questi siti. A tutt'oggi non esistono modelli comunemente accettati per quanto riguarda la forma e la struttura dei portali, anche se le tecniche utilizzate dai più anziani e trafficati tra questi stanno assurgendo al ruolo di standard de facto sulla Rete. Un esempio è quello della scelta della "profondità" dei link presenti sull'homepage22: la categorizzazione in directories23 degli argomenti a cui il portale rimanda è uno strumento particolarmente utile per aiutare l'utente nella ricerca e nessuno può pensare ad una homepage che si affidi per la navigazione al solo motore di ricerca. Ma sono molti gli esempi di estremizzazione di questo concetto, per cui si hanno homepage che per ogni directory riportano una più o meno lunga lista di quanto viene raggruppato sotto tale etichetta, rendendo cliccabile ognuno di questi item. In questa maniera si ottiene una homepage che permette una navigazione rapida attraverso shortcuts24 a più livelli di profondità nella struttura del sito e che limita la possibilità di ingannarsi sui reali contenuti di una directory, ma al tempo stesso si rischia di creare homepages eccessivamente confusionarie ed eccessivamente lunghe (è dimostrato che i link raggiungibili solo attraverso uso della scrollbar25 sono anche i meno visitati, quindi ad un aumento della funzionalità si oppone un minor uso delle potenzialità stesse). Questo per significare che nessuna soluzione è mai la migliore in assoluto, indipendentemente dal contesto a cui viene applicata e dalla modalità di realizzazione.
In generale è possibile delineare alcuni consigli che i professionisti e i critici del Web hanno indicato a proposito di siti di larghe dimensioni deputati a favorire l'aggregazione e la canalizzazione delle informazioni26: - essenzialità nella grafica (in favore sia della chiarezza della lettura sia della velocità di visualizzazione della pagina html27)
- intuitività negli strumenti di navigazione, con particolare preferenza per le barre orizzontali da ripetere anche a fondo pagina; le barre laterali risultano più adatte per i collegamenti ad altre risorse analoghe o correlate ai contenuti della pagina visualizzata piuttosto che per gli strumenti di navigazione dell'intero portale
- uso di un limitato numero di colori, con forte raccomandazione di utilizzare i normali colori di default per i link (si tratta di uno standard) - facilità nell'individuazione del motore di ricerca con possibilità di linkare a pagine dedicate nello specifico alle spiegazioni sulle funzionalità di questo e alla ricerca approfondita (è sempre raccomandabile aggiungere esempi sia di come impostare la query28 sia di come leggere i risultati); il motore di ricerca sulla homepage deve presentarsi nella metà superiore della schermata e non deve essere "nascosto" dalle soluzioni grafiche adottate; il motore di ricerca deve sempre essere raggiungibile da ogni pagina interna
- uso di etichette semplici e non troppo evocative per gli strumenti di navigazione e per le directories uso di testo a comparsa per spiegare i contenuti dei link; ; rinuncia o comunque uso limitato di immagini o icone se non accompagnate da didascalia testuale
- rinuncia ad applet java29 e più in generale a tutto quanto riduce la velocità di visualizzazione e che risulti non indispensabile - forte attenzione alla omogeneità e alla consistenza delle pagine che costituiscono il corpo del portale (elenchi di link, risultati delle interrogazioni al motore di ricerca, materiale testuale proprietario, ...) per quanto riguarda gli aspetti formali, in modo da rendere evidente per l'utente il momento del passaggio dall'ambiente- portale ai siti che contengono le informazioni ricercate.

I Portali Web e il Marketing

l termine "portale", per quanto relativamente recente, è uno dei più utilizzati (e spesso abusati) tanto dai profani quanto dai professionisti di Internet. Non è infatti possibile ottenere una unica e comunemente accettata definizione di "portale web" senza incappare in una lunga serie di contraddizioni e lacune. Confrontando più fonti si è ottenuto di poter identificare il portale con un servizio che opera da mediatore di informazione (infomediario) a favore degli utenti della Rete, permettendo a questi di raggiungere tramite un particolare punto di ingresso nella Rete una grande quantità delle risorse esistenti. Un portale è sostanzialmente un aggregatore di informazione che offre un servizio di navigazione sul WWW facilitando il lavoro di ricerca: nati come evoluzione dei motori di ricerca, i portali hanno associato agli strumenti tipici di questi (search engines e categorizzazione delle informazioni) altri servizi, informativi e non, allo scopo di proporsi come accesso preferenziale e guida per la navigazione via Internet. Sulla base delle modifiche apportate negli ultimi tempi ai portali più famosi e trafficati sono state individuate due tendenze di sviluppo che interessano questa particolare categoria di siti web: da un lato si ha uno sforzo verso la sempre maggiore integrazione dei servizi di navigazione, sviluppo in questo della funzione prima dei motori di ricerca di cui i portali sono i discendenti; dall'altro si assiste ad un passaggio da un'ottica di offerta di contenuti di stampo generalista (quindi molto variegata e, idealmente, onnicomprensiva) ad una di posizionamento di dominanza in un settore di nicchia, con obbligo quindi di unanotevole specializzazione. Tale sviluppo è dettato dai vincoli propri del medium Internet: questo si fonda sul precetto della "libertà dell'utente" intesa (anche) come obbligo di non canalizzare e limitare eccessivamente i possibili percorsi all'interno del mare magnum delle risorse disponibili. Di conseguenza è inevitabile considerare che la disposizione dei contenuti presenti sulla Rete e le varie possibilità di raggiungerli devono costituire una configurazione specifica per questo medium senza necessariamente adeguarsi a realtà preesistenti solo per questioni di analogia funzionale. Un esempio per chiarire meglio: spesso si è sentito dire che Internet assomiglia ad un supermercato, poiché è possibile muoversi al suo interno (più o meno) liberamente e prendere i prodotti-contenuti che interessano. Il modello-supermarket è legato alle caratteristiche proprie di una logistica fisica, la quale prevede una ripartizione dei capitali e degli spazi espositivi (tipicamente beni cosiddetti scarsi, cioè limitati) in maniera da favorire la compresenza di tante marche e prodotti, ognuno in quantità limitata (interesse all'ampiezza di gamma) oppure di poche marche e pochi prodotti ma ognuno in grande quantità (interesse alla profondità dell'assortimento).
Internet, nella cui realtà spazi e capitali non sono beni altrettanto scarsi, adotta invece una logistica cognitiva che prevede che si rispetti l'imperativo dell'assortimento totale, sia nella direzione della ampiezza di gamma sia in quella della profondità dell'assortimento stesso. Su questa base è possibile operare una prima distinzione tra meta-portali (o megaportali), essenzialmente generalisti, e portali di secondo livello: i primi garantiscono l'accesso orizzontale (nel senso di ampiezza di gamma) ai secondi, che invece offrono contenuti e servizi specifici e specializzati.


Web Marketing Territoriale

Il web è uno dei migliori mezzi di comunicazione che conosciamo per affrontare le tematiche del marketing territoriale, nella fase in cui si decidono i mezzi della campagna pubblicitaria e informatica. Dal punto di vista del ciclo del marketing è uno degli ultimi passaggi (del marketing) che tuttavia, in questi ultimi anni (soprattutto grazie agli studi americani e agli sperimenti eseguiti sul campo) è divenuto di importanza vitale. Si ritiene infatti che sia prioritario (dal punto di vista economico del ritorno degli investimenti) in quanto globale.
Il web marketing territoriale è una pratica relativamente nuova, che nasce al punto di confluenza fra due tendenze piuttosto marcate degli ultimi due decenni: - il progresso delle cosiddette ICT , che ha completamente riconfigurato il mondo della comunicazione informale e istituzionale, rendendo accessibile ad un pubblico molto ampio una quantità di dati prima impensabile, ed aprendo la strada a nuovi tipi di interazione. Le tecnologie internet moderne consentono non solo di acquisire informazioni affidabili e confrontare in tempo reale fonti diverse, ma anche di velocizzare al limite le comunicazioni interpersonali e istituzionali. Questo comporta, nel caso specifico del marketing, che il potenziale cliente abbia la possibilità (teorica) di ottenere da fonti diverse informazioni sempre aggiornate sull’oggetto cui sia interessato;
- lo sviluppo del concetto stesso di “marketing”. Oggi non solo si vende un oggetto o una prestazione, e non solo in base alla richiesta presente in un dato momento. Uno degli aspetti più interessanti (non dei più nuovi) del marketing scientifico è la promozione o, addirittura, la creazione dei bisogni. Questa concezione pone il marketing in stretta relazione con l’innovazione di prodotto e processo, in una filiera continua. Non solo il moderno fornitore deve costantemente migliorare il prodotto e il suo processo produttivo. Oggi, è altrettanto importante comunicare in maniera intelligibile la filosofia generale di sviluppo del prodotto/servizio, al doppio scopo di facilitare l’orientamento e la valutazione dell’offerta da parte del cliente e di eventualmente stimolare in lei/lui una maggiore consapevolezza dei propri bisogni/desideri e delle vie più adeguate per soddisfarli. Un esempio molto calzante di questo processo è dato dal recente successo dei prodotti di agricoltura biologica, o del commercio (o turismo) equo e solidale: non solo si vendono prodotti, pubblicizzandone la qualità in sé, ma se ne garantisce la provenienza, il processo di lavorazione, l’eticità o la sostenibilità ecologica. Questi ultimi due non direttamente inerenti alla qualità del prodotto/servizio, ma che aggiungono qualcosa al modo in cui il prodotto/servizio è sfruttato, e costituiscono inoltre, per il fruitore, dei chiari “brand”, che lo identificano come appartenente ad una determinata categoria sociale.
L’incontro del marketing territoriale con la cultura Web ha fatto si che: - la comunicazione Web consentisse l’integrazione dinamica di contenuti e forme, offrendo al cliente la possibilità di accedere ad una grande quantità di informazioni non direttamente inerenti al prodotto, in una forma relativamente semplice e diretta e, potenzialmente, suggestiva. L’integrazione di varie forme di comunicazione (immagini, animazioni, ipertesti, filmati) costituisce una vetrina dinamica e accattivante - l’aggiunta del prefisso Web- al marketing territoriale ha contribuito a definire un più elevato standard qualitativo dell’offerta, per il semplice fatto che gli utenti di questo strumento rappresentano (per ora) un settore culturalmente più evoluto della società e presentano, quindi, bisogni più specifici e “raffinati”, che spesso includono anche la percezione di sé come esponente di una cultura o appartenente ad una categoria socio-culturale (ad esempio quella dei cittadini ecologicamente responsabili) - la possibilità di accesso alle informazioni offerta dalla rete impone al venditore/promotore una maggiore responsabilità sul tipo di informazioni che divulga, sulla loro attendibilità e rilevanza. È un parziale superamento della cultura del “si dice”, verso una cultura della certificazione, della tracciabilità, in una parola della trasparenza.


Il Marketing Territoriale e il proprio Ciclo

Il marketing territoriale serve a valorizzare le potenzialità di sviluppo e a incentivare l'imprenditorialità del territorio attraverso regole di marketing, sopratutto con l'aiuto della tecnologia: informatica e web. Oggi anche le aree geografiche sono in competizione fra loro. Spesso anche in televisione vediamo campagne pubblicitarie dedicate a regioni specifiche o a zone. Come le aziende anche i territori sono in competizione tra loro, sono soggetti economici. E come le aziende hanno bisogno di web marketing: il web marketing territoriale.
Il marketing territoriale si pone quindi come " l'insieme degli strumenti per le promozioni del prodotto del territorio" attraverso una comunicazione capace di valorizzarne le potenzialità di sviluppo e le caratteristiche socioeconomiche e ambientali e di incentivare l'imprenditorialità locale, nazionale ed estera.
Affinché il marketing territoriale sia davvero efficace è essenziale che venga individuata un' agenzia che se ne occupi. Inoltre serve definire il tipo di ciclo del marketing da seguire, in modo particolare per quel che riguarda la definizione dell'area e del giusto mix degli elementi.
Il MIX degli elementi deriva da una serie di attività di analisi e di supporto: - analisi delle problematiche e delle potenzialità a scala territoriale differenziata (comune, provincia, regione, nazione) - supporto alla programmazione e gestione di interventi di carattere ambientale (disponibilità e qualità dei fattori di localizzazione e fattori per miglioramenti) - realizzazione di pacchetti localizzativi e monitoraggio (contratti d'area, patti territoriali) - analisi dei distretti industriali.
Il ciclo del marketing territoriale inizia con un processo chiamato AUDIT dell'area. L'agenzia definisce in pratica i confini territoriale nei quali operare. Si studia il territorio: i fattori di cui si dispone: capitale presente, lavoro e suo costo, risorse naturali eccetera, le risorse di conoscenza, le infrastrutture: strade, autostrade, aeroporti, vie di comunicazione in genere, luoghi di svago e divertimento. Dopo avere studiato l'area si studia la dinamica: ciò che l'area diventerà, come si trasformerà. Il processo è molto simile a quanto viene applicato dalle aziende e insegnato la strategia aziendale. Lo studio pertanto tende ad analizzare la domanda delle imprese potenzialmente interessate, lo studio della concorrenza (dei competitor) ovvero delle aree che operano nello stesso segmento. Occorre infine analizzare e prevedere come viene percepito il territorio (audit della percezione) presso i potenziali investitori.
Dopo questa fase emergeranno i punti di forza e di debolezza interni all'area e delle opportunità e delle minacce (la classica SWOT analysis13 del marketing: strategic planning and SWOT analysis ). Da questo punto in poi i passi da seguire sono quelli tipici del marketing strategico e operativo dalla macrosegmentazione14 alla microsegmentazione15. Secondo alcune analisi effettuate sul campo sono sopratutto le città ad avvantaggiarsi del marketing territoriale. Non a caso parliamo di marketing urbano. Anche le città come le aziende imparano a comunicare per promuovere se stesse. La comunicazione è diretta sia all'esterno (per attirare turisti e visitatori), sia all'interno per rafforzare il senso di appartenenza al luogo. Anche i cittadini possono promuovere la propria città e comunicare all'esterno un immagine vincente. Gli strumenti a disposizione per promuovere una città sono svariati: un esempio recente è Torino e le Olimpiadi Invernali 2006.


Cosa è successo a Natale a Skebby?, quando il marketing deve intervenire

A Natale in molti sapranno che il servizio SMS Skebby è andato in Black out per diverse ore. Tecnicamente, chiacchierando con altri amici Blogger una possibile spiegazione è stata azzardata: poichè  Skebby acquista SMS a basso costo da operatori esteri, ed essendo un po tutti gli operatori telefonici intasati durante le feste natalizie, Skebby ha risentito dei problemi dovuti agli operatori stessi. Non essendo questo un Blog di Informatica non si investigherà oltre per quanto riguarda le cause tecniche. Ci soffermeremo piuttosto sul Background relativo al Marketing.

In clima natalizio una delle azioni di marketing compiuta da Skebby è stata quella di promuovere il proprio prodotto inviando delle e-mail di questo genere ai propri utenti.


Abbastanza imbarazzante se questa scelta viene analizzata a posteriori: il servizio, il giorno 25 dicembre, ha funzionato soltanto per alcune ore impedendo alla maggior parte degli utenti paganti di inviare SMS mentre è stato perennemente down per gli utenti free.

Immediate le reazioni sul Forum in cui alcuni citano anche il recente blocco di Skype: 
 "Caro staff Skebby, vorrei farvi notare come ha reagito Skype all'interruzione dei servizi a causa dei problemi tecnici sotto le feste, inviando a tutti una e-mail di scuse. Ora, come potete vedere l'atteggiamento di Skype è chiaramente diverso da quello che c'è stato su questi forum dopo le interruzioni sotto le feste...Io avevo comprato credito Skebby, e avrei avuto intenzione di comperarne *MOLTO* altro visto che gli sms li pago 15 cent con il mio operatore. Ma è chiaro che, con un supporto il cui atteggiamento è in generale quello di pensare che io debba solo che ringraziare l'onnipotente che skebby esista, non ci penso proprio. E soprattutto, non mi sento di consigliarlo più ai miei amici, cosa che all'inizio facevo con gran entusiasmo.

Se però ci fosse un'area di supporto per i clienti paganti, nella quale venogno date delle risposte pertinenti e competenti (non ne ho mai avute sul forum) e dove vengo trattato con la dovuta attenzione, allora ci ripenserei.

p.s. Caro Davide Marrone, ho letto di te, ho visto che hai partecipato a Start Cup, ho visto che chiedevi aiuto su MIDP e J2ME sui forum/newsgroup per implementare le prime versioni. Saprai meglio di me che avere una community felice attorno al tuo prodotto è meglio, e soprattutto che un Business Plan che si regge solo sul prodotto non curando il supporto e le relazioni con i clienti non è completo, altrimenti non avresti vinto quel premio.

Spero di vedere migliorare questo prodotto.
Un cliente soddifatto a metà. "
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La pronta risposta dallo Skebby staff si è fatta sentire ricordando il paragone assurdo tra Skype e Skebby  (eppure Davide Marrone in questo video, minuto uno, utilizza proprio questo paragone per spiegare ai telespettatori del Tg1 cosa è Skebby) cercando inoltre di smorzare i toni polemici (purtoppo non è stata ricevuta l'autorizzazione a pubblicare la risposta data dai moderatori, per chi voglia seguire l'intera discussione basta visitare il Forum Skebby )

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Alcuni sostengono che, purtroppo, durante le feste i moderatori erano in ferie, quindi con capacità di risposta ridotte. A tal proposito concordo personalmente a riguardo della non-onnipotenza dei moderatori, ma rispondere che Skebby non è Skype (le affermazioni fatte andrebbero precisate ma senza l'autorizzazione a pubblicarle non vi resta che visistare il Forum Skebby ) non è una risposta, perchè Skebby possiederà un addetto al marketing, pagato, occupato a sopperire tempestivamente a questi eventi ( vorrei sperare ). Alla fine ritengo che la scelta delle scuse fatta da Skype sia sostanzialmete una azione di marketing per " tentare " di ripristinare l'immagine del servizio e a questo punto mi chiedo, il problema è Skebby che non ha un budget pari a quello di Skype? oppure è la sezione marketing di Skebby che non è stata in grado di organizzare una adeguata risposta durante le festività natalizie? 
pacchetti SMS a basso costo con tuttiPersonalmente credo che Skebby non sia una rivoluzione nel settore della messaggistica istantanea, come invece vociferato da innumerevoli media tempo fa, ritengo piuttosto un elemento innovativo la cui potenza sta nel mettere assieme tutti quegli elementi che prima, in altri servizi di messaggistica istantanea, erano separati. Mi sto riferendo all'unione di un adeguato gratuito supporto tecnico, ad una grafica accattivante, ad un software funzionante (tranne sporadici casi) , ad un piano marketing che ha funzionato. A riguardo della recente non-risposta della sezione marketing la questione può essere affrontata da due punti di vista: il primo afferma che quando qualcosa riguardante gli aspetti tecnici non è andata nel giusto modo spetta al marketing sopperire, ma non credo che per mandare una e-mail ai clienti paganti o aggiornare un blog il giorno di Natale serva un Budget da 2,6 miliardi (Skype), basta uno studente universitario ( nemmeno di economia ) interessato a questo tipo di discorsi. L'ultimo invece vuole evidenziare tutto il gran vociare in questi giorni circa il problema di Natale riassumendo il concetto con questa frase di Oscar Wilde : 

 "C'è solo una cosa al mondo peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di sé."

Customer satisfaction e customer loyalty

 Anche se secondo alcuni non si dovrebbe attuare un automatico collegamento tra customer satisfaction e customer loyalty, è indubbio che, almeno nell'ottica del consumatore, la soddisfazione è la normale condizione per la fedeltà. La customer satisfaction rappresenta praticamente la percezione che il consumatore ha di aver speso bene il suo denaro dopo aver usufruito del servizio. Naturalmente in questo contesto vanno assolutamente tenute in considerazione le aspettative che il cliente aveva prima dell'acquisto e che nel settore dei servizi hanno un peso notevole sia per le decisioni stesse inerenti l'acquisto, sia durante l'erogazione del servizio, sia come memoria emotiva del cliente sul suo prossimo acquisto e soprattutto sulla "pubblicità" che ne farà con il classico "passaparola". In realtà nel settore dei servizi questo nuovo orientamento verso la soddisfazione del cliente è reso ancora più difficoltoso dal fatto che in passato le imprese di servizi hanno potuto godere di condizioni di mercato tutto sommato agevoli, con modesta o nulla concorrenza. Un contesto del genere sicuramente non spronava l'impresa a ricercare un'innovazione tale, come quella che la customer satisfaction rappresenta, da doversi impegnare e soprattutto da dover investire in tal senso. Questo ha finito per generare un tipo di cultura aziendale sostanzialmente conservativa e non eccessivamente propensa al rischio, con una logica manageriale orientata soprattutto alla ricerca dell'eventuale minimo danno più che all'eventuale massimo risultato. L'attuale contesto competitivo però, richiede alle aziende una mentalità e un modo di agire differente rispetto al passato. Si chiede loro, infatti, di comprendere meglio la realtà nella quale si trovano a vivere, di prevedere possibilmente quale sarà la direzione futura, di adattarsi alle nuove circostanze ma soprattutto in alcuni casi di anticiparle, perché è sempre più indispensabile una logica di innovazione che permetta la sopravvivenza in un ambiente così instabile e turbolento. Le imprese di servizi non possono più fare orecchie da mercante, perché questo messaggio sottile, ma significativo, forse è rivolto più che mai a loro. Sono stati elaborati vari modelli per spiegare cosa crea soddisfazione nel consumatore; uno di questi è il "modello Bitner" (1990), basato sul legame tra service encounter o momento della verità e qualità percepita. In particolare il modello può essere diviso in tre parti, ognuna delle quali contiene tappe e principi fondamentali: 
1.    L'attitudine agisce sulle attese circa i risultati di un dato service encounter; sulla
percezione dei risultati agisce il marketing mix dell'impresa; la prima reazione è nel confronto tra le attese circa il servizio e le prestazioni percepite (del servizio stesso) da parte del cliente. Il confronto dà luogo a conferma/non conferma.
2. Il cliente fa una diagnosi della conferma/non conferma, andando nella propria mente alla ricerca delle cause, dalle quali dipende il livello di soddisfazione/insoddisfazione e quindi i comportamenti successivi.
3. Dalla valutazione della qualità percepita possono emergere tre componenti: word of mouth; passaggio ad un altro servizio; resta fedele al servizio.



Attualmente quindi il nuovo orientamento del marketing non si occupa più di consumatori considerati come una massa o come una serie di segmenti, ma crea con loro relazioni e li considera interlocutori. Sempre più spesso le offerte di servizi assumono la forma di contratti, razionalizzando quello che T. Parsons, negli anni '60, chiamava «impegno reciproco» e di cui si parlerà meglio più avanti.

Dal canto suo R. Normann (1984), uno dei più autorevoli rappresentanti dello strategic management, definisce «rafforzamento del rapporto con il cliente questa tendenza delle transazioni e della creazione di valore a passare dal modello "navi che si incontrano nell'oceano" ad un modello di relazioni più a lungo termine», aggiungendo inoltre, con un'affermazione quasi premonitrice, che «con una intensificazione di questo rapporto, il contatto con il cliente e il mantenimento del rapporto con il cliente diventeranno il fulcro strategico dell'impresa»
Quando si parla di mantenimento del rapporto col cliente, non si può non fare riferimento al concetto di fedeltà che ne giustifica e ne concretizza il significato. In realtà quando si parla di fedeltà il primo rapporto che viene alla mente è quello fra due innamorati, due partner che si promettono amore, fedeltà e lealtà reciproca.
Ma a ben guardare, quello che accade ad una coppia intesa nel senso più comune del termine, avviene anche tra un cliente e un fornitore. Dalla fase della conoscenza, a volte casuale a volte mediata da altre persone; alla fase del corteggiamento che permette ad entrambi di farsi conoscere e di stabilire un primo approccio relazionale; a quella in cui il rapporto si consolida e allora al centro dell'attenzione c'è solo l'altra persona; passando per l'immancabile fase della crisi, dove ad uno dei due partner vengono dubbi, dove uno dei due partner inizia a guardasi attorno e a conoscere nuova gente; per arrivare poi alla fase finale, quella in cui o si è superata la crisi e si resta fedeli al partner originario, oppure si chiude il legame e si spezza la relazione. Ebbene, secondo G. Pellicelli (1997), un cliente è fedele se: ripete l'acquisto; resta per lungo tempo nella cerchia dei clienti dell'impresa; ha aderito a programmi di fedeltà e spende più di altri clienti.
Ma forse questa analisi non basta a stabilire davvero cosa crea quel rapporto tanto importante per un'impresa definito customer loyalty e che sta incontrando sempre più sostenitori nel suo divenire. Un'interpretazione più completa è offerta invece da Field (1996), che scompone il concetto di fedeltà e ne identifica sei diversi tipi a seconda che essa si basi su:
Emozioni: è quella che ha i legami più forti; i clienti si sentono parte dell'impresa; trascende i motivi legati al prezzo, alle prestazioni o ai benefici ottenuti dal servizio.
Prezzo: è motivata dal desiderio di pagare meno di altri; è vulnerabile ai continui attacchi di imprese che adottano la stessa politica, perciò non può mai essere in grado di differenziare veramente.
Incentivi di lungo termine: premiano i clienti per i loro acquisti ripetuti, permettendo anche all'impresa di acquisire informazioni personali sui clienti stessi da usare per varie forme di marketing.
Monopolio: i clienti sono fedeli in quanto non hanno scelta, soprattutto nei servizi pubblici; occorre invece monopolizzare le relazioni con i clienti.
•    Inerzia: i clienti non soddisfatti delle prestazioni di un fornitore di servizi, spesso non lo abbandonano per pigrizia.
•    Servizi: dare più servizi, più valore ai clienti. Seguendo tale impostazione, ne consegue che per un'efficace gestione del marketing e più precisamente per la sua basilare relazione con l'esterno e quindi con il cliente, assume importanza il legame emozionale che si instaura tra le due parti e che in un certo qual modo rende tutti gli altri elementi semplicemente poco influenti rispetto alla sua presenza. In effetti se il rapporto tra impresa e mercato, o più nello specifico, tra fornitore e cliente, si fonda su una relazione di scambio reciproco che inizia con una conoscenza, si basa su una interazione e si rinforza con la fedeltà, questo altro non è che un tipo particolare di rapporto umano e come tale andrebbe analizzato in tutte le sue componenti più importanti, a cominciare da alcune competenze relazionali che permettono di mantenere il rapporto in maniera positiva e farlo durare più a lungo possibile.

Fonte: [1]

Il Search Engine Marketing.


Per Guadagnare con Adsense è necessario conoscere alcuni concetti fondamentali, in questo e nella successiva serie di articoli verranno presentati i concetti fondamentali indispensabili per un blogger con certe aspirazioni. 
search engine marketing (SEM), è il ramo del web marketing che si applica ai motori di ricerca, ovvero comprende tutte le attività atte a generare traffico qualificato verso un determinato sito web. Lo scopo è portare al sito, tramite i motori di ricerca, il maggior numero di visitatori realmente interessati ai suoi contenuti. (Def: Wikipedia)


Se da un lato per le aziende apparire in alto nel ranking è fonte di guadagni e prestigio, dall'altro vi sono le compagnie che detengono i portali di ricerca che desiderano convertire in ricavi il traffico entrante nei loro siti senza snaturare il loro ruolo.


Lo scopo dei motori di ricerca commerciali è quello di ottimizzare tre
principali fattori:

  • Traffico: rappresenta il flusso di utenti che utilizzano il portale. Questo fattore è importantissimo poiché maggiore è il numero degli utenti che visitano il sito, più alti saranno i ricavi derivanti dalle sue attività.
  • Pertinenza: rappresenta la capacità di restituire risultati pertinenti in relazione alle keyword inserite dagli utilizzatori. Più pertinenti e fedeli alle richieste saranno i risultati, maggiore sarà la percentuale di utilizzatori soddisfatti che si riassume in un maggior numero di traffico entrante.
  • Monetizzazione: rappresenta l'azione e le strategie delle compagnie di tradurre in guadagno il traffico derivante dal loro servizio di ricerca. Per aumentare i guadagni e monetizzare il proprio traffico, quindi, i motori di ricerca forniscono molteplici servizi a pagamento per aumentare la visibilità dei siti Web:
  • Pay-per-Inclusion (PPI): mediante il pagamento di una quota,solitamente annuale, si richiede l’indicizzazione del proprio sito. Questo tipo di opzione potrebbe essere utile per aumentare la propria visibilità anche in motori di ricerca a pagamento.

  • Keyword bidding: oltre all’inserimento all’interno dei risultati di ricerca ènpossibile, previo pagamento di una somma, un migliore posizionamento all’interno del ranking per parola chiave. Tra diversi siti concorrenti, quindi, si scatena una sorta di asta (bid) per poter essere più in alto possibile soprattutto per le ricerche con parole chiave di alto interesse.    
    L’offerta che l’acquirente esegue può essere basata sul prezzo che si èdisposti a pagare quando:
  1. un utente clicca sulla pagina pubblicizzata (Pay-Per-Click);
  2. l’annuncio viene visualizzato un numero prestabilito di volte (Pay- per-Impressions);
  3. un utente che clicca su un determinato annuncio fa un acquisto (Pay- per-sale);  
  4. un utilizzatore del sito esegue una registrazione (Pay-per-Lead).
  • Siti Affiliati: un motore di ricerca può avere dei cosiddetti siti partner, i quali a loro volta detengono delle funzionalità di ricerca o sono dei portali di acquisto di prodotti on-line. Con il pagamento di una somma prestabilita si può essere visibili in questi portali al fine di aumentare la visibilità dei prodotti che si intende pubblicizzare.

Fonte: [5]



Il marketing mix e il marketing dei servizi

 Dopo aver individuato le esigenze del potenziale compratore, attraverso l'analisi e la valutazione del mercato; dopo aver scelto il target al quale ci si vuole riferire; dopo aver posizionato l'azienda in maniera appropriata; l'arma più potente delle strategie di marketing è il marketing mix.
Tra le tante classificazioni proposte per descrivere questo importantissimo strumento di marketing, la più popolare sembra essere quella delle "4P", ossia: prodotto, prezzo, posto (inteso come distribuzione) e promozione (inteso come comunicazione). Secondo G. Pellicelli (1997), il marketing mix «consiste nelle politiche tradizionali di prodotto, prezzo, distribuzione e promozione, adottate da un'impresa allo scopo di soddisfare le esigenze dei potenziali clienti al fine ultimo di conseguire un profitto».
 In realtà, aggiunge subito dopo l'Autore, «per quanto riguarda il settore dei servizi, oltre le quattro politiche tradizionali del marketing mix, altre assumono un peso rilevante: la gestione del processo di produzione (Process), il contatto tra il personale addetto e i clienti (People) e l'ambiente fisico percepito dal cliente (Physical evidence)».
Effettivamente il marketing dei servizi è una disciplina relativamente recente che, sempre secondo G. Pellicelli, ha attraversato tre fasi: 1.    "Crawling out: tentativo di emergere", periodo di scoperta tra il 1950 e il 1980; 2.    "Scurrying about: ricerca di una posizione", fase di passaggio che va dal 1980 al
1985; 3.    "Walking erect: finalmente autonomi, con dignità scientifica", forte interesse per
il marketing dei servizi dal 1985 in poi. Probabilmente, la mancanza di una vera e propria filosofia di marketing in quella che viene comunemente definita Pubblica Amministrazione, è ad un tempo ragione e sintomo della inefficienza che la contraddistingue. Allo stesso tempo, uno dei più importanti esperti di marketing, P. Kotler, osserva che «i dirigenti delle organizzazioni non a scopo di lucro, ritengono di dover procedere con i piedi di piombo nell'attività di marketing, per timore di critiche da parte dei loro pubblici. Tre sono i tipi di critiche che ci si possono aspettare: il marketing costituisce uno sperpero di denaro pubblico; [...] l'attività di marketing è invadente; [...] il marketing significa manipolazione della domanda».
A maggior ragione, quindi, se già nel settore pubblico c'è questa riluttanza per una disciplina tanto particolare che viene spesso assimilata semplicemente ad una funzione - per lo più ad una riduzionistica definizione di funzione delle vendite - nel settore dei servizi tale difficoltà è accentuata soprattutto dal fatto che già di per sé i servizi hanno dovuto lottare per risalire da quello status basso nel quale da sempre sono stati relegati. Forse però un passo avanti in tal senso è stato fatto in concomitanza alla nascita di un nuovo concetto che ha rivoluzionato tutto il modo di operare delle imprese, pubbliche e private, di prodotto e di servizio. Ma in particolare proprio in queste ultime ha assunto un ruolo di primo piano dovuto alle caratteristiche che contraddistinguono un servizio. Si parla infatti sempre più spesso di orientamento al cliente, customer satisfaction e customer loyalty che affronteremo nel prossimo articolo

Articoli correlati : Gli strumenti tradizionali del Marketing

Fonti: [1]
20 G. PELLICELLI, Op. cit., pag. 245 21 Ivi, pp. 66-69 22
 P. KOTLER, "Al servizio del pubblico",
ETASLIBRI, 1998, pp. 19-21

Gli strumenti tradizionali del marketing

Nel corso degli anni, anzi dei decenni, durante i quali il marketing si è sviluppato ed evoluto fino ad assumere un ruolo fondamentale per le imprese - che attualmente va ben oltre la semplice e troppo riduttiva dicitura di funzione aziendale - studiosi e ricercatori hanno contribuito alla diffusione di questa disciplina attraverso l'ideazione e l'utilizzo di alcuni strumenti concettuali. Questi hanno di fatto concretizzato un processo mentale che ha avuto e ha sempre più un ruolo vitale nelle imprese moderne.
Secondo W. G. Scott (1997), gli strumenti di marketing cosiddetti tradizionali sono principalmente: 

-    le tecniche di "analisi e valutazione del mercato"; 
-    il modello di "marketing mix";
-    le tecniche di "segmentazione"; 
-    le tecniche di "posizionamento"; 
-    il modello del "ciclo di vita del prodotto"



Per quanto riguarda l'analisi e la valutazione del mercato, è bene tenere sempre presente che in tale ambito i protagonisti sono tre: la domanda e quindi i consumatori; l'offerta e quindi anche i concorrenti; e l'ambiente, inteso come tutto ciò che dall'esterno dell'impresa può influire sui risultati finali e che può comprendere anche l'economia in generale, il sociale, la tecnologia e la politica legislativa. Per quanto riguarda la segmentazione, essa consiste nella suddivisione del mercato in gruppi di consumatori omogenei e significativi, ognuno dei quali può essere selezionato come un obiettivo (target) da raggiungere con un'apposita azione di marketing. L'analisi e la conoscenza del comportamento del consumatore è dunque la base di ogni efficace segmentazione Per quanto riguarda il posizionamento - fase solitamente successiva alla segmentazione in quanto prescinde da un'accurata selezione del target al quale ci si vuole rivolgere - esso mira appunto a posizionare un'azienda, un prodotto, un servizio, in modo tale da farla percepire in maniera diversa rispetto alle altre da parte del consumatore finale. Per lo più questo posizionamento avviene tramite un'immagine che viene trasmessa all'esterno da parte dell'impresa stessa adottando opportune azioni di marketing.

Fonte: [1]

Marketing, concetti generali

Il concetto che sta alla base della definizione stessa di marketing, ha subìto negli anni un'evoluzione di pari passo con i cambiamenti nel contesto economico e competitivo, nonché con il concetto e il significato attribuiti alla qualità. Per decenni, il centro di gravità della catena del valore era costituito dalle innovazioni tecnico-produttive e dalla capacità di realizzare beni accessibili al numero più elevato possibile di consumatori. Attualmente però lo scenario del mercato mondiale è andato via via trasformandosi sotto l'incalzare di una molteplicità di forze costituite dalla crescente omogeneizzazione dei processi di consumo, dal ruolo integratore svolto dalla tecnologia, dal venir meno delle barriere economiche, amministrative e ideologiche, e dalla diffusione in tempo reale dell'informazione.
Il Piano di Marketing
Oggi All'interno delle imprese, il marketing si esplica attraverso il cosiddetto «piano di marketing», ossia un documento con il quale vengono fissate le linee politiche aventi per oggetto la gestione dell'impresa nel suo insieme. Tale piano prevede innanzitutto un'attività preparatoria che comprende la raccolta, l'analisi e l'interpretazione delle informazioni; un'attività di promulgazione che comprende la presentazione del piano, la sua relativa discussione e, infine, la decisione, che a sua volta può riguardare l'approvazione, il rigetto o il rinvio; un'attività notificatoria che rappresenta un passaggio dalla formazione all'attuazione del piano stesso. A questo punto sono previste attività di esecuzione, attività di controllo, come anche attività di interpretazione e di correzione.

Il controllo di marketing 
 L'altra faccia della programmazione del marketing concerne proprio il «controllo di marketing», che consente di accertare se e in che misura l'organizzazione nel suo complesso sta seguendo effettivamente la rotta fissata per il raggiungimento dei suoi obiettivi, in modo tale da poter eventualmente intervenire con azioni correttive. Naturalmente questo presuppone il fatto che tale processo di controllo non sia casuale e saltuario, ma piuttosto continuativo e sistematizzato.

Il sistema informativo di marketing 
Per svolgere un efficace controllo di marketing, però, è importante poter disporre anche di un accurato «sistema informativo di marketing», che consiste nell'organizzazione interattiva di persone, macchine e metodi allo scopo di produrre un flusso regolare, continuo e ordinato di informazioni.
Il ruolo del sistema informativo di marketing assume quindi un'importanza fondamentale nell'ottica di un effettivo orientamento al mercato, presupposto indispensabile per l'innovazione e la sopravvivenza in un contesto così tanto instabile, turbolento e competitivo quale è quello attuale.

Fonte: [1]